Approvato il nuovo DDL nazionale sullo spettacolo

09-11-2017

  La legge nazionale conferma e rafforza l'impostazione della legge regionale numero 37 del 2014 "Promozione e lo sviluppo dello spettacolo in Basilicata"  Il disegno di legge sullo spettacolo, approvato ieri dalla Camera, aumenta le risorse di 19 milioni di euro per i prossimi 2 anni e di 22,5 milioni di euro dal 2020. Si incrementa sensibilmente il Fondo Unico per lo Spettacolo con 9.5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e con 22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020. Lo comunica Patrizia Minardi, dirigente dell'Ufficio regionale sistemi culturali e turistici della Regione Basilicata. “Grazie al provvedimento – evidenzia Minardi - anche le orchestre, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, potranno avvalersi del credito d’imposta del 65%. Il sostegno statale allo spettacolo dal vivo si estenderà alla musica popolare contemporanea, ai carnevali storici e alle rievocazioni storiche, "patrimonio immateriale" dei territori che la regione ha supportato con forza e convinzione e che oggi può diventare un veicolo di conoscenza delle risorse umane a livello nazionale ed internazionale. Verrà riconosciuto il valore di diverse forme di spettacolo, tra cui le pratiche artistiche amatoriali, le espressioni artistiche della canzone popolare d’autore, il teatro di figura, gli artisti di strada. L’iniziativa nazionale – osserva Minardi – conferma l'impostazione della legge regionale numero 37 del 2014 - che punta sull'industria culturale e creativa, sostenendo il costo delle risorse umane impegnate nella produzione culturale. Oggi, dopo tre anni dalla legge 37/2014, possiamo contare su una filiera culturale di 4300 unità". La legge regionale ha sistematizzato l'intera filiera, ponendo diverse forme di produzione, circuitazione ed esercizio, sotto un cappello omogeneo legislativo per pianificare in maniera unitaria le attività dell'impresa dello spettacolo. Grazie alla costituzione dell'Albo regionale dello spettacolo vengono monitorati i livelli di produzione quantitativa e qualitativa di associazioni e consorzi che operano a livello regionale e nazionale; l'Osservatorio regionale per lo spettacolo garantisce, inoltre, il supporto alla programmazione regionale di monitoraggio del personale occupato nelle diverse fasi della filiera. Coniugando l’iniziativa nazionale con le attività già in corso con la norma regionale – conclude Minardi – si potrà, anche in regione, innalzare il livello qualitativo delle attività dello spettacolo, raggiungendo un pubblico nuovo e diversificato, valorizzando e salvaguardando le specificità del patrimonio culturale immateriale della regione”.